Scarlattina – sintomi, incubazione e contagio

La scarlattina è l’unica delle malattie esantematiche tipiche dell’infanzia a non essere causata da un virus, bensì da un batterio, lo Streptococco Betaemolitico di gruppo A. A differenza delle altre infezioni di origine virale, l’immunità alla scarlattina dovuta alla produzione di anticorpi che la comparsa di questa malattia determina nell’organismo, non è totale, quindi può capitare, anche se molto raramente, che la scarlattina si ripresenti più di una volta nel corso dell’infanzia. In particolare, la fascia di età più colpita va dai 3 ai 10 anni. Pur essendo meno contagiosa del morbillo, la scarlattina si trasmette piuttosto facilmente per via aerea (respirando le goccioline infette emesse tossendo, starnutendo o parlando) o attraverso il contatto diretto con le secrezioni della persona malata: muco o saliva. La scarlattina può essere trasmessa anche dai portatori sani (persone che non manifestano i sintomi della malattia) dello Streptococco, la cui presenza nella gola può essere rilevata con un esame specifico, il tampone faringeo, che consiste in un prelievo di muco dalla gola. La legge prevede che la persona colpita resti in isolamento per tre giorni dall’inizio della cura, che è a base di antibiotici. In realtà, si è contagiosi già uno-due giorni prima della comparsa dei sintomi e lo si rimarrebbe per tutto il corso della malattia se non venissero somministrati gli antibiotici…

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