Tiroide: italiani all’erta, usate più sale iodato

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Secondo gli esperti dell’Associazione Italiana Tiroide (Ait), la percentuale di consumo di sale iodato in Italia ammonta al solo 54% (dati Iss), percentuale che, per l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), dovrebbe essere pari al 95%. Ancora troppo basso, quindi, l’uso di questo condimento nelle cucine italiane e, di conseguenza, il nostro Paese è dunque ben lontano a raggiungere la quota di norma, mentre altri Stati europei, come la Svizzera e l’Austria, invece, ci sono riusciti.
Il problema di fondo sembra essere che, nonostante ci sia, in Italia, la legge n. 55 del 21 marzo 2005 che obbliga alla vendita di questo particolare sale, e promuove tutte quelle azioni necessarie per eliminare alcune patologie tiroidee, come l’ingrossamento della tiroide per via di alcuni noduli (condizione comunemente chiamata “gozzo”), la ristorazione non ne fa un uso corretto…

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